Che dire: alcuni nuovi amici incontrati su Instagram, una comune passione per la nostra terra, un po' di teoria (io), tanto entusiasmo e competenza tecnica (loro). Dopo un caffè mancato il grande incontro in un sabato nuvoloso, bellissimo appunto. Un sabato normale, con famiglia al seguito. Ma girando per Savona con Liguriainside tutti pensavano "fossimo della televisione", ci raccontavano spontaneamente storie del tipo "ma lo sapete che Cristoforo Colombo è nato a Savona? Ho le prove". Mai mi era successo.
E da una convivialità vera, non artefatta credetemi, nasce poi questo video che - devo ammettere - mi ha commosso. Vedere la mia città con i loro occhi mentre guardavano i luoghi che io raccontavo. Un racconto attraverso il cibo: c'è la nostra panissa, la farinata (di ceci e di grano che credo solo a Savona sia normale trovare), c'è lo storico frappè della latteria in Piazza Chabrol, Ma credo sia evidente anche ai non savonesi che dentro c'è molto di più. Per dirla con le parole di Roberto (ormai quasi savonese d'adozione) c'è "la capacità di cogliere tanti piccoli particolari che rendono inimitabile l’esperienza di immergersi nella realtà locale, superando i luoghi comuni e lontano dai soliti percorsi. E’ l’Italia che ci piace raccontare, questa".
Basta, sono troppo di parte e poco oggettiva. I commenti, quelli seri, li lascio agli altri.
PS: per la cronaca in dialetto si dice Sanna in savonese, Savunn-a in genovese.
Una decina di giorni fa ho rilasciato un'intervista per Lavoro Fm - edizione dedicata al Trend Expo -anticipando alcuni dei temi che era nostra intenzione affrontare durante l'evento Basilicata Turistica. Web Innovazione Cretatività, evento inserito all'interno degli appuntamenti proprio del Tend Expo.
La riporto sotto perché dimostra come la riuscita del #BTWIC non sia stata casuale ma partita da un ragionamento e da obiettivi precisi in un processo condiviso da APT Basilicata e BTO Educational.
1. Dott.ssa Milano, secondo Lei, il futuro dei giovani è un bene comune?
Futuro è una parola, ed un concetto, che è stato scippato alle nuove generazioni, perfino alla mia. Non è facile parlarne senza scivolare in discorsi demagogici o in luoghi comuni che finiscono solo con inflazionare ulteriormente il termine. Come diceva Flaiano un giovane, va incontro alla vita: cioè, è la vita che da dietro lo spinge. E la vita non sta spingendo in una buona direzione. Occorre cambiare rotta perché i giovani sono IL bene comune.
2. I social media e parlando nello specifico del settore del turismo, sono il nutrimento delle molteplici “conversazioni”. L’ascolto aiuta a definire un marketing innovativo riuscendo a raccontare un territorio ?
E’ molto corretto parlare di innovazione e non focalizzarsi sull’aspetto tecnologico spesso fuorviante. Il marketing era abituato a parlare, a decidere il racconto. Ora deve abituarsi ad ascoltare e il racconto va costruito insieme. Per far questo occorre mettersi in discussione, reinventare nuovi approcci che partano proprio dall’ascolto. Perché le persone raccontano i territori, molto più di quanto noi crediamo: raccontano i turisti ma raccontano molto anche gli abitanti. Non solo parole, sia chiaro: fotografie su Instagram, video su Youtube, check-in su Foursquare, suoni su Sound Cloud, immagini su Pinterest. Il tutto condiviso spesso su Twitter e Facebook. Occorre capire questi nuovi linguaggi digitali per trasformarli in preziose risorse di una strategia turistica davvero innovativa.
3. Nel campo del turismo, l’esperienza della Basilicata si sintonizza con altre realtà ben consolidate. Ci racconta in qualità di esperta di turismo online qual è il valore della narrazione della Basilicata?
In Basilicata avete avuto ottimi maestri [1] che direttamente o indirettamente hanno influenzato positivamente già i primi approcci. Mi riferisco ad un convegno a Matera nel 2007, quando ad affrontare questi temi si era davvero in pochi. I social network non imperavano ma l’atteggiamento impostato di grande apertura ha dato buoni frutti nell’affrontare i cambiamenti di questi ultimi anni. Sono nate tante iniziative, da Discover Basilicata al più recente Digital Diary, con in comune due pregi rari:
a) aver usato la sperimentazione - quella che in gergo viene chiamata “la filosofia del beta perpetuo - come format: non improvvisata ma discussa in laboratori comuni;
b) aver sempre tentato di coniugare online ed offline, perché senza la qualità del prodotto non esiste più comunicazione che faccia miracoli. Forse il passaggio da fare ora è quello di riaggregare e dare senso ulteriore a vecchie e nuove attività.
4. Il web come strumento per stimolare la creatività e l’innovazione. Come si potrebbero generare opportunità lavorative per i giovani investendo in questo settore?
Una ricerca del DAG (Digital Advisory Group ) dimostra che l’economia digitale italiana ha registrato un impatto positivo diretto sul PIL, pari a quasi il 2% ma ancora inferiore al Regno Unito ( 5%) o alla Francia ( 3%). Riguardo all’occupazione in Italia il Web ha creato una media di 1,8 posti di lavoro per ogni posto eliminato, portando un contributo complessivo netto di circa 320.000 nuovi posti di lavoro creati dalla nascita di Internet. Inoltre, nei 13 paesi analizzati, il 75% dell’impatto economico di Internet proviene dalle aziende di tipo tradizionale che non si definiscono “pure player” del Web, grazie all’aumento di produttività derivante dall’innovazione. Credo questi dati siano sufficientemente esaustivi e dimostrino l’importanza non filosofica ma tangibile degli investimenti sulla Rete.
5. Secondo la Sua esperienza, ritiene che sia opportuno identificare profili professionali più specializzati perché possano essere poi impiegati in settori con un forte potere di crescita?
Assolutamente sì ma occorre parallelamente lavorare anche lato offerta, sulle aziende intendo. Creare, in sostanza, le condizioni per cui i profili professionali in uscita da percorsi formativi specializzati siano appetibili per il mercato del lavoro. Dopo la prima edizione del mio Master, in marketing e web marketing turistico territoriale, è successo che gli studenti erano più avanti di quanto non fossero le PMI del territorio per cui il risultato è stato o la migrazione degli studenti stessi o la sottoutilizzazione delle loro potenzialità, almeno nell’immediato.
6. Perché ritiene sia una occasione importante partecipare al Trend Expo – il Salone dell’Orientamento, della Formazione, del Lavoro e della Cultura, a Potenza?
E’ molto importante che si creino le condizioni di incontro tra mondo della formazione e mondo del lavoro. Non meno importante è che questo incontro produca comunque cultura. Nessuno può farcela da solo, non esistono ricette vincenti che non contemplino un’osmosi reciproca. Ma voglio concludere con una frase di Mafe de Baggis che cito spesso ai miei studenti e che evoca la complessità del periodo in cui viviamo: “Ho studiato per fare esattamente il lavoro che faccio e che quando io studiavo non esisteva”. La complessità può spaventare ma racchiude grandi opportunità.
[1] In particolare Giuseppe Granieri, tra i maggiori esperti italiani di cultura digitale. Scrive di tecnologia e società da molti anni su testate quotidiane e periodiche ed è uno dei punti di riferimento in Italia per chi si occupa di comunicazione online.
La mia strada professionale si incrocia ancora con la Basilicata. Un rapporto a distanza e un feeling nato alcuni anni fa con un convegno di quelli che non si dimenticano. Non tanto per il convegno, sicuramente di altissimo livello e anticipatore di temi poi affrontati da molti, quanto per la visione di Matera sotto la neve, un luogo già mistico che diventò ovattato.
Oggi, anzi il 15 maggio, torno per un convegno che ha organizzato l'APT in collaborazione con BTO Educational, convegno alla cui preparazione abbiamo lavorato in perfetta sintonia ed affinità e che pertanto sento molto mio. A cominciare dal titolo: Basilicata Turistica: Web Innovazione Creatività.
La creatività sarà il filo conduttore, declinata nelle sue varie modalità di espressione. Anche i numeri si prestano ad essere letti in maniera creativa e innovativa, la creatività non è relegata solo all'advertising classico. E questa è l'Innovazione che a noi interessa.
Il programma è riportato sotto. Non credo esistano dubbi sulla qualità di temi e speaker. Avrò modo di tornarci durante (su twitter) e dopo (sul blog) il convegno.
Ma per finire annuncio che si chiuderà in musica. Per me è la prima volta e spero non l'ultima. Anche qui nel titolo c'è il mio zampino, una proposta lanciata quasi per scherzo e che quei folli dell'APT, più folli di me, hanno pure approvato :)
La musica, soprattutto quella che ha forti legami con il territorio, da sempre mi affascina. Non c'è viaggio da cui non torni con note del luogo. La musica è componente essenziale della mia esperienza turistica perché lo è della mia vita. Non so quanto io possa essere rappresentativa ma proveremo a scoprirlo con un'intervista agli esponenti di due gruppi musicali - gli Ethnos e i Krikka Reggae - diversi tra loro ma associati da un recupero o rielalaborazione di comuni radici. Con creatività appunto.
E' un "esperimento" che in qualche modo covavo da tempo. Gli amici ironizzano sulla mia tendenza a intitolare contenuti vari con frasi di canzoni in barba alle corrette regole SEO. Vedremo se riusciremo a trasmettere quanto nelle nostre intenzioni. Nel frattempo ve li faccio conoscere.
PROGRAMMA ore 9.00 Saluti Enrico Sodano, Ideatore TrendExpo Introduce Gianpiero Perri, Direttore Generale APT Basilicata Coordina Roberta Milano, Co-founder BTO Educational
ore 10.00 STORY-TELLING. DAL DIGITAL DIARY AL TBE Alessio Carciofi, Tourism Digital Marketing Michele Aggiato, Managing Partner TBE Mikaela Bandini, Cantforget.italy Caspar Diederik, Web Video Artist Cristina Menis, Web marketing Turismo FVG
ore 12.00 INVERTISING NELLA COMUNICAZIONE TURISTICA Paolo Iabichino, Direttore Creativo in Ogilvy
ore 12.45 DALLA “CHIAZZA” AI SOCIAL Francesca Fabbri, Co-founder Osservatorio Foursquare Italia Vincenzo Cosenza, Responsabile Blogmeter Stefano Passatordi, Co-founder Searcheeze
Sessione pomeridiana
ore 15.00 BASILICATATURISTICA.COM Riccardo Dragoni, Managing Director Aruba Joseph Fratangelo, Sales Manager Tripadvisor Ulrich Anschuetz, discoverbasilikata.de
ore 16.00 CLUB DI PRODOTTO E NUOVE STRATEGIE WEB Joseph Ejarque, Presidente Fourtourism
ore 16.30 ARTE, CREATIVITA’ E MANAGEMENT Roberta Milano, Co-founder BTO Educational Giovanni Schiuma, Docente UNIBAS e Chairman dell’Arts for Business Institute
QUELLI CHE CANTANO SONO SEMPRE IN FONDO AL PULLMAN Intervista a Graziano Accinni (Ethnos) e Manuel Tataranno (Krikka Reggae)
La partecipazione è gratuita previa l'iscrizione. Chi non potesse partecipare può seguici su twitter con hashtag #BTWIC.
Pisa è conosciuta in tutto il mondo, non dovrà nulla a questo video in termini di notorietà. Ma quanto rimarrà quel gesto scherzoso nell'immaginario di molti? Come la celebre zuppetta di Nanni Loy con cui la mia generazione è venuta grande anche senza averla vissuta di persona.
Io pronostico qualcosa di simile e gli effetti che immagino sono solo positivi per la città e per il turismo.
Tra i numerosissimi commenti su YouTube "i wanna do it someday :P".
Che Italia.it lo incorpori sul sito credo sia difficile: non per ignoranza ma per procedure che imbalsamano il nostro agire quando si dipende da un ministero. Magari la Toscana o Pisa...
La notizia è questa: Dopo dieci anni di crisi gli Usa provano a rilanciarsi nel turismo con una grande campagna di marketing (Il Sole 24 ORE). L'incipit così riporta:
Mentre in Italia il ministero del turismo, sollecitato a più riprese dalle Regioni, non riesce ancora a rinnovare il portale ufficiale Italia.it, gli States fanno ingresso nel marketing globale per promuoversi a destinazione ideale.
Niente di eccezionale per ora. Ma leggendo più attentamente si capirà il titolo che ho liberamente tratto da una ormai famosa rubrica di Gianluca Diegoli Il marketing spiegato (d)ai negozianti.
Viene descritta una strategia che parte dall'individuazione di alcuni principali mercati obiettivo e viene declinata poi in alcune azioni concrete. Ovviamente l'articolo è sintetico ma i passaggi ci sono tutti. Rafforzamento o riposizionamento del brand, i messaggi sottostanti, la scelta coordinata dei canali di comunicazione, la risoluzione di alcuni problemi pratici (come i tempi lunghissimi per ottenere il visto) che ostacolavono la riuscita di qualsiasi campagna promozionale, a prescindere.
C'è anche la tipica ballad americana come colonna sonora. Non mi dilungo oltre sulla questione marketing in senso stretto. Cito solo il fatto che tra pubblicità sulla stampa, in tv e via web è stato pianificato di spendere nei prossimi tre mesi circa 12,3 milioni di dollari, risorse non grandissime quindi.
Ma soprattutto mi ha colpito questo passaggio:
«Voglio che l'America diventi la prima destinazione turistica del mondo», ha annunciato una decina di giorni fa il presidente Barack Obama nel video messaggio trasmesso al Pow Wow, la borsa internazionale del turismo che si svolge a Los Angeles. «Ecco perché quest'anno ci siamo riuniti con i leader di questa industria per trovare i modi di portare sul mercato le nostre mete e esser certi che i visitatori stranieri ottengano le informazioni di cui hanno bisogno».
Non credo ci siano voluti pochi giorni ma in sostanza detto e fatto. Ecco il sito DiscoverAmerica, con una grafica accattivante basata quasi esclusivamente su immagini e che ricorda in modo esplicito un board di Pinterest, la moda del momento. Per la cronaca i social network presenti sono solo tre, Youtube, Twitter e Facebook, e con ancora poche le persone che li seguono. Sempre tre sono le traduzioni. L'attivazione di FB è dell'inizio dell'anno ma le versioni per i mercati obiettivo sono recentissime, di aprile. Seguirò l'evolversi.
Quel che mi preme sottolineare è l'attenzione diretta del Presidente Obama sulla questione turismo, considerata importante per la nazione.
In 2010, nearly 60 million international visitors helped the tourism industry generate over $134 billion. Tourism is the number-one service that we export. Number one. And that means jobs.
Poche parole ma chiare, inequivocabili.
Qualcuno potrebbe obiettare che Obama è in campagna elettorale. Vero, e peggio mi sento, ché qui da noi nemmeno in campagna elettorale il tema sembra essere al centro di attenzioni o promesse.
Possibile che in Italia, la meta più ambita per eccellenza, non riusciamo proprio a chiamare e concepire il turismo come "industria"?
La Rari Nantes Savona ha vinto ieri sera la sua terza Coppa Len. Così il mio entusiasmo a caldo :)
Ora un doversoso ringraziamento pubblico dalla mia casa sul web, anche se off topic rispetto ai temi che qui tratto.
La pallanuoto, per noi grandi emozioni. Una squadra di Savona con allenatore savonese e giocatori prevalentemente savonesi. Insomma un legame con la città non solo nel nome come accade per il calcio. Uno sport poco seguito altrove ma stupendo e di grande tradizione.
L'anno scorso ero a bordo vasca. Quest'anno, anno in cui nessuno avrebbe sperato con squadra rinnovata e piena di giovani, ho seguito la partita come possibile da Barcellona.
Puntare sui giovani, avere coraggio, innovare, premia più di quanto in questo paese non siamo abituati a credre.
UPDATE: appena pubblicato questo post vengo ripresa e ripubblicata da RSVN, a dimostrazione di quanto la mia piccola città sia in fondo un grande paese e questo è un aspetto che in fondo mi piace. Come mi piace che sia stato messo in evidenza il messaggio "puntiamo sui giovani". Grazie anche a voi.
Due notizie apparentemente slegate circolano in questi giorni e mi hanno spinto ad una riflessione su ciò che, a mio avviso, le accomuna.
Il paradosso Ryanair - Porta turisti al Sud ma evade i contributi (Corriere della Sera).
È palese che Ryanair ha sfondato in Italia grazie a condizioni normative e di supporto finanziarie irripetibili ma è anche vero che svolge una funzione sussidiaria, assicura collegamenti per le regioni alla disperata ricerca di turisti. In più, la ramificazione degli irlandesi va di pari passo a un'altra tendenza, quella delle Ferrovie a tagliare i cosiddetti rami secchi. Per sintetizzare il tutto con una formula, è come se l'azienda Italia avesse concesso a O'Leary una sorta di outsourcing del trasporto in cambio di una fitta serie di agevolazioni, alcune emerse e altre sommerse.
Expedia: Italia prima meta europea nelle prenotazioni (TTG)
Italia mercato di punta per Expedia. Il nostro Paese è la prima destinazione in Europa per numero di prenotazioni effettuate sui siti della Olta. Le nazioni che hanno fatto registrare il maggior numero di turisti verso la Penisola sono Stati Uniti (+15 per cento), Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna. Le strutture che hanno fatto registrare il maggiore incremento sono i 4 stelle superior, a +48 per cento, mentre il segmento che include b&b, ville e palazzi storici e +27 per cento.
Ho sempre sostenuto (non solo io, sia chiaro) che il turismo si fonda su due principali assi:
a) la veicolazione delle informazioni per generare e incrementare la domanda turistica, oggi prevalentemente via internet;
b) la veicolazione fisica delle persone senza la quale una meta diventa inaccessibile e pertanto non commercializzabile.
Nel nostro paese entrambe i fattori sono stati sottovalutati e/o gestiti male. Il caso Alitalia è conosciuto da tutti. Ma non solo di voli o treni si tratta. Si tratta di strade ed autostrade anche della comunicazione. Anche la vicenda della banda larga è ormai tristemente famosa. Abbiamo un patrimonio infrastrutturale obsoleto nel quale non si è investito quando i soldi c'erano. Difficile migliorarlo oggi, in momenti in cui le risorse scarseggiano. Difficile colmare il gap che ci separa da altri partendo così indietro.
Uno dei risultati è che nel turismo dipendiamo da operatori - privati ed esteri - che hanno saputo intelligentemente occupare spazi lasciati vuoti. Poi si può discutere di evasione di contributi, di agevolazioni, aggressività, spregiudicatezza e altro. Ma rimane il fatto che per destagionalizzare, per avere visibilità sul web e per continuità di flussi turistici dall'estero, dipendiamo da altri.
L'Italia non è stata lungimirante, non ha studiato i cambiamenti - anche i più evidenti, anche i più annunciati - e non ha investito nella giusta direzione. E questo è il risultato su cui riflettere, quello che a me preme di più: la causa prima dell'effetto.
Proprio ieri ho letto un post dall'eloquente titolo "Help?": racconta di SEO e turismo, ma non è un racconto tecnico. E' il racconto dell'inesorabile declino di una località termale, Tabiano, è la metafora di questo nostro paese: pieno di risorse ma involuto, ripiegato su comportamenti miopi. Vi invito a leggerlo.
La novità non è tanto nei comportamenti umani, più o meno sempre quelli da quando abbiamo iniziato a scrivere e ad avere così una memoria collettiva circa 20.000 anni fa. La novità è che tanti piccoli egocentrismi in disaccordo riescano a far fallire qualcosa di più grande di loro, un intero paese. Il disaccordo è stato come un piccolo tumore, cresciuto a dismisura portando solo caos. E tra tutto il rumore è cresciuto e sbocciato solo il default. (...) Gli albergatori di Tabiano erano illusi che il piccolo hotel del quale erano gli unici padroni sarebbe bastato per sopravvivere alle difficoltà del “periodo”. Eppure era chiaro che non si trattava di nessun “periodo”, era un’autodistruzione. E col paese fallito, nessuno è oggi grande e bravo abbastanza.
Spero di trovare a breve argomenti migliori di cui discutere, più ottimismo, ché la sensazione nello scrivere cose come queste è deprimente soprattutto per l'autore: rimane un gusto sgradevole e amaro che fatichi a mandare via.
Google, secondo quanto afferma Tnooz, cambia il posizionamento sulle pagine di ricerca del suo servizio Hotel Finder:
- dall'area relativa ai link sponsorizzati
- all'area relativa al posizionamento organico, ovviamente in cima.
Sembra un'operazione win-win nel senso che, comunque sia, Google vince. O guadagna attraverso i link a pagamento (in cui prevedibilmente la competizione e i relativi prezzi si stanno facendo più alti dopo l'attivazione di questo nuovo servizio), o guadagna direttamente attraverso il nuovo servizio. Strategia perfetta!
Non è da oggi che segnalo e motivo l'interesse di BigG nel Travel e tante cose predette sembrano concretizzarsi.
(per ora la questione riguarda solo il mercato USA)
Ieri sera sono stata invitata alla trasmissione Quattro di Primocanale (che ringrazio per l'invito) per commentare la campagna elettorale in svolgimento a Genova vista dai principali social network, Facebook e Twitter.
Ho esordito dicendo che - oggi - le elezioni a Genova non si vincono online. Sembra strano che lo dica proprio io ma credo sia importante che il messaggio arrivi chiaro, senza errate aspettative. Genova è il capoluogo della regione più anziana d'Italia e sicuramente questo pesa nella dimestichezza con i nuovi media. Ma lo penso a prescindere, lo penso perchè internet amplifica ma non inventa e pertanto riproduce una sitazione reale. Come scrissi dopo la vittoria di Giuliano Pisapia usando la metafora dell'evoluzione dei Pokémon, la rete abilta un cambiamento ma la condizione è "essere felici" o "amici" e questa felicità si ottiene avendo cura del Pokémon, parlandogli e camminando insieme. Per cui continuo a pensare che le elezioni si vincano tra la gente, per la capacità di dare risposte: nei quartieri, nei mercati o su facebook poco importa. Non è detto che le domande siano sempre giuste, ma questo è altro - complesso - discorso su cui tornerò alla fine del post.
Tornando alla trasmissione devo dire che sono riuscita a dir poco di quanto mi ero preparata ma non lamento nulla: i temi più squisitamente politici erano e sono prevedibilmente più interessanti per quella tipologia di pubblico e i tempi televisivi, cui non sono abituata, impongono ritmi serrati.
Per quanta riguarda un discorso complessivo rimando a questa analisi di Fan Page: E-lezioni: i candidati a sindaco di Genova sui social media. Ricca di grafici e confronti che provano a dare una rappresentazione quantitativa della situazione. Ma non ritengo l'analisi esaustiva. Riporto, sotto, alcune considerazioni più qualitative e di merito che avrei voluto dire o dire con più calma.
1) La Rete non incide nelle sorti della campagna elettorale anche perché viene usata prevalentemente come i vecchi media. La valutazione sempre richiesta è soprattutto numerica, una sorta di "auditel" in rete che aiuti a comprendere il fenomeno. Ma non è corretto, non è l'unico almeno. Altrimenti io potrei essere incoronata Sindaco di Genova e senza ballottaggi avendo (su twitter) quasi il doppio dei follower della somma dei follower di tutti i 12 candidati messi insieme. Ovvio che non sia questo l'approccio. Sono seguita prevalentemente da persone interessate al tema turismo e innovazione, in ogni parte d'Italia: su Genova poco inciderei. Sì, perché due cose contano su twitter:
il tema di cui ti occupi e l'autorevolezza/serietà con lui lo fai;
il tempo, l'attenzione, l'ascolto, l'interazione che dedichi allo strumento.
Osservando con attenzione i principali candidati (Marco Doria, Enrico Musso e Pierluigi Vinai) noto che usano twitter prevalentemente per comunicare se stessi e non per intercettare discussioni o per ascoltare in modo più ampio. Si controllano a vicenda e si marcano stretti, soprattutto in questi ultimi giorni in cui la campagna si è fatta più dura a colpi di scoop - veri o presunti - e di proclami. E in qualche modo è divertente perché Twitter è un'arena pubblica che consente cose su Facebook non possibili (nessuno si sogna di mettere un commento sulla pagina altrui).
E poi c'è la variabile "tempo" che si porta dietro una serie di significati per gli esperti del settore.
C'è chi ha aperto l'account twitter solo ultimamente, in funzione della campagna elettorale e, tendenzialmente, questo non premia, non porta fiducia, ché la fiducia ci vuole tempo a guadagnarsela. Tranquilli, nemmeno automatica sfiducia , forse solo un po' di temporanea diffidenza.
Ecco il motivo per cui twitter non inciderà nelle sorti della campagna elettorale: non tanto perché non serve ma perché non viene utilizzato "bene" più o meno da tutti, grillini compresi.
2) Avrei voluto raccontare meglio una serie di inziative dal basso che hanno provato un po' a muovere le acque di questa campagna elettorale avvolta su i soliti temi. Mi riferisco al Politicometro e a Comunali Genova 2012. Iniziative assai diverse ma che hanno in comune la nascita in ambito universitario e che sono il segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire. Un segnale debole anche perché sostanzialmente inascoltato. Enrico Alletto nel suo blog ha attentamente monirato questi segnali e a lui rimando. Certo è che a lui, come alla sottoscritta e a molti altri, avrebbe fatto piacere che nel 2012 anche a Genova si parlasse maggiomente di Smart Cities, Open Data e strumenti di democrazia partecipata come sta avvenendo in altre città italiane. Esistono iniziative - Agenda Digitale, Internet Bene Comune, Wikitalia - di cui non si fa cenno in questa campagna. Discutibili o meno sono tentativi di portare questo nostro malandato paese a vivere quella modernatità che sembra non appartenerci e a colmare il gap che ci separa dalla altre principali nazioni/città europee. E qui inserisco una considerazione più personale che tecnica. Quale il ruolo di governance che i candidati si apprestano ad assumere? Quello di dire ciò che la maggioranza vuole sentirsi dire o quello, tanto difficile quanto necessario, di proporre temi nuovi e farsi traghettatori verso complessità comunque presenti seppur ignorate? Non riguarda solo Genova, è trasferibile ovunque. La mia risposta è chiara. Ma lego questa risposta al discorso affrontato ieri in trasmissione dell'antipolitica. Si tende a rispondere agli attacchi e non a proporre. Esiste, a mio parere anche a Genova, una percentuale abbastanza ampia di persone che sono lontane dalla politica perché la politica non si assume il ruolo che le compete. Non è solo qualunquismo, non c'è solo la demagogia, non è solo questione di scandali e inchieste. E' una questione di aspettative tradite. Non cercarte in un viso la ragione, in un nome la passione che lontano ora ci fa. Provi la politica a cambiare approccio, a osare, ad anticipare, a costruire e governare un cambiamento reale, tangibile. Vedrete che troverà (anche) su Internet molti preziosissimi alleati. E sarei ben lieta di tornare in trasmissione a commentarli.
(citazioni nel post dalla canzone Vedi cara di Francesco Guccini)
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